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Storia
Dellepoca romana restano numerose lapidi e tracce di una
costruzione di epoca imperiale (pavimenti musivi, tegole e vasi)
rinvenute in Luogo del principe nel 1891. Lo studioso
inglese R.S.Conway sostiene, in un saggio del 1926, che Virgilio
non fosse mantovano, bensì abbia abitato in un podere
tra Calvisano
e Carpenedolo. Una necropoli longobarda di circa 500 tombe venne
in luce nell 1891 durante i lavori per la ferrovia Brescia-Parma
in località Mercadeilus. Traccia di quellepoca sono anche la dedicazione
della parrocchiaa San Michele Arcangelo e di una cascina a San
Salvatore. Il nome Calvisano compare in diversi diplomi imperiali,
il primo del 962 (Ottone I). Vi aveva la maggior parte delle
proprietà il monastero di Leno mentre alcuni terreni erano
del monastero di San Tommaso di Acquanegra. Il castrum
per dare rifugio alla popolazione esisteva già prima dellanno
Mille. Nella seconda metà del 200 il calvisanese
Bonincontro Giudice, ambasciatore prima a Milano e poi in Sicilia,
ricorda il ben munito castello del proprio paese. Nel 1279 Brescia
delegava a Calvisano, Mezzane e ad altri paesi il compito di
costruire una strada tra Casalmoro e Remedello. E ricordata
anche una famiglia Calvisano, alla quale appartenne
Graziolo, console del Comune di Brescia, che nel 1313 partecipò
alla pace di Gussago tra guelfi e ghibellini, i quali
ultimi si rifugiarono nel 1316 nel castello di Calvisano e furono
poi battuti nella zona di Lonato. Il borgo di sopra e il borgo
di sotto si svilupparono a partire dal 300 intorno al castello:
vi fioriva lartigianato, comprese le lavorazioni delloro
e delle pelli. Nel 1406 Giovanni Maria Visconti separò
Calvisano da Brescia ponendolo alle dipendenze di Milano. Contro
la signoria di Pandolfo Malatesta fu ordita, nel 1411, una congiura.
Il 24 aprile 1427 il paese fu preso dal Carmagnola e da allora
fu veneziano, salvo brevi interruzioni. Nel 1438-40 si diede
ai milanesi del Piccinino e così fece nel periodo precedente
la pace di Lodi del 1454; dopo di che la fedeltà alla
Serenissima fu senza incrinature. Nel
1483, durante la guerra di Ferrara, Federico Gonzaga occupò
il castello e vi lasciò una guarnigione alla quale gli
abitanti si ribellarono, alzando sulle torri il leone di San
Marco.
Nel 1510-15 Calvisano fu occupato dalle truppe francesi, allontanate,
secondo la tradizione popolare, dallapparizione della beata
Cristina. Il culto di Cristina Semenzi, originaria di Calvisano
di cui è patrona, era già diffuso nel 500.
Nel 1610 il rettore veneto Giovanni da Lezze, nel suo Catastico,
descrive un castello ancora maestoso. Gli abitanti erano 800
e la terra dava pan, vin et legna. Il comune possedeva
un bosco di roveri nel qual ogni anno vengono presi porci,
cinghiali et cavrioli.
Vi erano nove ruote di mulino. Ebbe i natali a Calvisano Teodoro
Lechi, patriota e generale dellarmata napoleonica.
Origine del nome
Deriva dal nome di persona romano Calvisius, trovato anche su
una lapide a Manerbio; o da Calventius, proprietario di un fondo
in zona.
Cenni Artistici
Museo della cultura contadina nella ex-chiesa medievale di San
Michele (di fronte a palazzo Lechi). Contiene attrezzi del lavoro
agricolo.
Fortificazioni
di cui si hanno pochi resti. Sopravvissero con le mura e la fossa
fino al 700. Notevoli le porte quattrocentesche sottopassando
le quali si entra in paese da Nord e da Sud.
Disciplina di San Giovanni Battista
costruita nel 400, ospitava la confraternita dei Cruce
signati. Contiene affreschi (400-600), alcuni
dei quali opera di allievi
del Foppa. Ridotta nell800 a magazzino, la Disciplina è
stata recentemente restaurata.
Chiesa di Santa Maria della Rosa
edificata nel 1481 accanto al convento dei domenicani, fondato
lanno precedente. Allinterno affreschi del 500
lombardo, in gran parte deteriorati, e due tele di Palma il Giovane.
Edificio del 500
a Mezzane, con facciata a portico di sette campate.E lantica
dimora della nobile famiglia bresciana degli Averoldi presente
a Mezzane fin dal 1400. Attualmente proprietà dei Pedrini.
Chiesa di Santa Maria delle Bredelle
riedificata nel 600, con un affresco della Vergine col
Bambino.
Casa Brognoli
del 600, con portico a quattro arcate sul cortile.Il palazzo
padronale è del 700. Sul lato Sud cè
unantica filanda del 1400, molto bella e recentemente restaurata.
La torre civica
fu innalzata nel 700 sopra unaltra poderosa porta
del 400.
Villa Medici Mancini
del 700, con due avancorpi (in uno cè la cappella)
e al centro un portico a tre archi.
Palazzo Lechi
(in fondo alla porticata via Roma), costruito nell 723-30
con aspetto di castello, ha solo due delle torri previste dal
grandioso progetto iniziale. Il grande cortile ha, su due lati,
ali più basse del corpo centrale, con portico, destinate
a immagazzinare i prodotti della terra e terminanti con due torri
colombaie. Durante la peste del 1630 Giacomo Filippo Polini,
allora proprietario del palazzo, distribuì alla gente
il proprio aceto di vin santo come medicamento. La peste scomparve
e la grazia è ricordata nel palazzo da un affresco con
il Polini che innalza allaltare il suo voto dal famoso
aceto tuttora conservato in un bariletto con la data su una placchetta,
e da una lapide posta nellottobre del 1630.
Parrocchiale di San Michele Arcangelo
La chiesa assunse le forme attuali nel 1735-55, e al 700
risalgono le statue della facciata. Allinterno, tele del
Romanino, del Moretto e di Giambettino Cignaroli. Notevoli statue
neoclassiche e arredi, tra i quali soase e banconi.
Villa Nember
Villa privata del 1700 circa, ben conservata nella sua struttura
originaria.
Formelle di Malpaga
c/o ORATORIO. Sono 12 mattoni del 1400 rappresentanti Cristo
e vari santi popolari locali. |