copertina LETTERE di Zanardelliestratto dalla pubblicazione "LETTERE DI GIUSEPPE ZANARDELLI"
edito dalla Tipografia di Antonio Valentini e C. ( Milano 1857)

pag.57..……E invero i fiori, questi figli del sole e della rugiada, devono rinvenire una patria ospitale ai piedi delle nostre colline, dipinte di mirabile primavera e sorriso dal più mito e limpido cielo. Infatti, senza dir del Benaco, che si accosta al clima marittimo del Mediterraneo , Brescia, secondo le notizie pubblicate dal Cattaneo, ha nell' inverno una temperatura media ben più mite che quella di Milano, e annualmente conta due terzi di giorni sereni, mentre in Milano, ve ne ha poco più della metà e a Lodi e Pavia meno della metà.
La coltivazione però per la quale va più distinta la nostra provincia, è quella della Camelia.
Per questo aristocratico fiore sì ampio e simmetrico, che, per una bizzarra combinazione prese il nome da un gesuita, il padre Kamel, che lo introdusse in Europa dal Giappone nel 1739, e che ora la moda ha preso sotto il capriccioso e possente suo patronato, la nostra provincia ha in Lombardia una preminenza indubitabile, ed ha bella fama e rinomanza in tutta I' Europa.
Difatti essa diede non meno dì quaranta varietà eminenti che sono ricercate nelle collezioni di tutti gli orticoltori; onde i cataloghi d'ogni paese sono pieni dei nomi che queste camelie ebbero in dono dalle nostre gentili signore e dai nostri amatori, fra i quali è da notarsi innanzi tutti il conte Bernardo Lechi, il quale ne possiede una numerosissima raccolta, e ne ottenne non meno di venti vaghissime e celebri varietà, tra cui noteremo principalmente, prima fra tutte la Bernardo Lechi rossa strisciata grandissima, la Margherita Lechi, la Rubini, I' Arnaldo da Brescia, l'Emilio Bandiera, la Garibaldi e la Ferruccio, ammirabile di forma e di color porporino fiammeggiante frangiata d'azzurro.
Altre camelie vaghissime di valenti cultori bresciani devono venir menzionate, cioè dei conti Maggi, la Paolina Maggi e la Lavinia Maggi nuovissima. perfettamente imbricata e d'un tricolore il più fulgido che siasi veduto finora; del signor Brozzoni, la Camillo Brozzoni e la Tuccheri; del signor Madoni la camelia del suo nome; del conte Calini la Valtavareda, sorprendente per ricchezza e disposizione stupenda di petali,
e finalmente la Vergine di Collebeato del signor Giuseppe Torre, che quest' anno medesimo ottenne la medaglia d'argento alla vostra esposizione in Milano.
Parimenti distinta è la nostra provincia pei rododendri del conte Lechi summenzionato cui raccolta non teme raffronti in Lombardia, nonché per le magnolie………pag 58