Cenni Storici
L’attuale comune nasce dall’unione, avvenuta nel 1927, di tre precedenti comuni: Cazzago, Bornato e Calino, ciascuno con una sua storia.
Il periodo romano è attestato dal ritrovamento di lapidi e di una villa romana a Cazzago ed a Bornato. Il culto di San Martino avvalora l’ipotesi di una denominazione dei Franchi a Cazzago, dove ebbe forse beni il monastero bresciano di San Salvatore. Le terre poi passarono ai Cluniacensi ed al Vescovo di Brescia, che ne infeudò la famiglia, la quale, prendendo il nome dal paese (già munito di castello nel 1050), si chiamò Cazzago e divenne nel ‘700 proprietaria di tutte le case dentro il castello. Bornato crebbe intorno ad una pieve, oggi diroccata, probabilmente costruita su una precedente risalente intorno l’anno 1000. Nel “castrum” dominava la famiglia Bornato, potente a tal punto da impadronirsi del castello al decadere del comune. Analogamente, secondo la tradizione, i Calini sarebbero prevalsi nel “castrum” di Calino, il distacco della cui parrocchia dalla pieve di Bornato è documentato in una bolla del 1279. Nella zona si erano intanto imposti i Martinengo.
Nel 1438 Bornato e Cazzago rimasero fedeli a Venezia, resistendo alle truppe milanesi del Piccinino. Giunse in soccorso il Gattamelata, che però, dopo uno scontro sulla strada tra Calino e Bornato, fu costretto a ritirarsi ed a cedere il terreno.
Nel 1610 il Lezze citava i “perfettissimi vini” che si ottenevano dalle vendemmie di Cazzago. Alla morte di Francesco I imperatore d’Austria (1835) il parroco di Cazzago, Isidoro Toccagni, fu denunciato al vescovado per averne celebrate le esequie senza la dovuta solennità.

Percorso Ciclabile:
Il punto di partenza è in Via S. Bartolomeo a Bornato nel parcheggio quasi di fronte alla Chiesa Parrocchiale.
Iniziamo la salita verso le colline per Via del Gallo percorrendola fino in fondo, poi pieghiamo a sinistra seguendo le indicazioni per l’Azienda Agricola Monte Rossa. In fondo alla via si apre la lunga scalinata che conduce alla cinquecentesca Villa Monte Rossa. La scalinata, dopo un primo tratto, si divide in due parti formando un esagono delimitato da balaustre, che sono sormontate da statue di nani e putti. Nel pavimento dell’esedra è disegnata con ciottoli una stella, mentre nella parete di fondo si apre una grande nicchia con un gruppo scultoreo rappresentante Pan e Siringa.
Giunti al cancello pieghiamo a sinistra e percorriamo via Garibaldi arrivando fino in fondo alla strada. All’incrocio voltiamo a destra per un breve tratto e subito a sinistra imboccando la piccola strada che conduce al medievale Castello di Bornato. Il nucleo centrale del Castello è una roccaforte romana; in seguito, nel 1270, Inverardo da Bornato l’ampliò e la rinforzò con una cerchia di mura merlate con torri, fossato ed il ponte levatoio, dandogli l’aspetto che tutt’ora conserva. Nel 1562 il Castello fu ceduto ai Gandini il cui stemma è affisso all’entrata; essi aggiunsero a levante della roccaforte un’ala nuova con sale affrescate e ritoccarono la facciata dandole un aspetto di villa signorile.
Usciamo dal cortile del Castello e voltiamo a sinistra per due volte scendendo per via Basso Castello costeggiando antiche abitazioni sia signorili che contadine, alcune delle quali abbandonate. Attraversiamo il passaggio a livello tenendo la destra e percorriamo via Roma, una strada costeggiata da campi tutt’ora coltivati. Al successivo bivio imbocchiamo la destra per recarci in centro a Calino. Una breve ma suggestiva sosta, si può fare raggiungendo la cima del colle ove è situata la seicentesca Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Michele Arcangelo. Ammiriamo Villa Maggi, palazzo quattrocentesco che domina la valle di Bornato. Riavviandoci imbocchiamo la lunga via S. Michele che ci conduce in Piazza Card. Ludovico Calini. Qui è situata la Casa del Cedro, ora adibita ad Oratorio, dove è possibile ammirare il salone affrescato da Pietro da Marone. Ripercorriamo un breve tratto di via S. Michele per immetterci nella via Contrada S. Pietro fino a raggiungere l’incrocio con via S. Antonio ed imboccandola arriviamo alla zona della Fossa di Cazzago San Martino. Nella piazzetta acciottolata si trova la Chiesetta di S. Giulia, che è l’edificio più antico del paese. La Chiesa, di epoca duecentesca, fu fondata dai monaci cluniacensi, ma l’aspetto attuale è settecentesco, determinato da una ristrutturazione successiva. Di fronte si apre il poderoso ingresso al nucleo del Castello e del Palazzo Bettoni-Cazzago, e, poco più avanti attraversata la zona denominata la Fossa, un tempo occupata dal fossato del Castello, sorge la Chiesa Parrocchiale dedicata alla Natività di Maria. Ritornando fino alla Chiesa di S. Giulia, imbocchiamo via Alcide de Gasperi che ci conduce alla Chiesa di Calino. Ripercorrendo via Roma, ed un tratto di via Basso Castello deviamo a destra al primo viottolo che costeggia le lunghe mura perimetrali del Castello. Al termine dell’escursione, arrivati in fondo alla muraglia e dirigendoci a destra per un centinaio di metri, possiamo rivolgere la nostra attenzione ai ruderi dell’Antica Pieve del XI sec., che estendeva la sua giurisdizione su un vasto territorio comprendente la zona da Monterotondo ad Ospitaletto. Dopo il XIV sec. iniziò la sua lenta decadenza ed il suo completo abbandono. Lasciata la Pieve alle spalle, proseguiamo per la ripida salita che ci riporta in paese. All’incrocio svoltiamo a sinistra e saliamo sino a raggiungere la seicentesca Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Bartolomeo e subito dopo al punto di partenza del nostro itinerario.

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Manifestazioni
Mercato di Cazzago: venerdì mattina
Mercato di Bornato: sabato mattina.
Seconda domenica dopo Pasqua: Fiera di S. Francesco a Cazzago.
Maggio (terzo fine settimana): Rassegna Franciacorta in fiore a Bornato.
Ultima domenica d’agosto: Fiera di S. Bartolomeo a Bornato.
Prima settimana di settembre (dal venerdì al lunedì): Fiera dell’Agricoltura e dell’Artigianato di Franciacorta a Bornato.
Terza domenica d’ottobre: Fiera della Madonna a Calino.