
Per capire meglio come mai sia così importante la Sagra
delle Pesche per la nostra comunità dobbiamo sapere che
il protagonista della storia del "persèch de Cobiàt"
è stato il cav. Filippo Rovetta, grande proprietario
terriero, che introdusse questo tipo di coltivazione, dopo un
viaggioin America. Questo frutto portò ad una riconversione
della produzione agricola del paese, fondata
allora sulla vite. La piana di Collebeato si trasformò
in una sequela di pescheti dove operavano floride aziende in
cui lavoravano decine e decine di contadini. La coltivazione
era conosciuta in tutto il mondo e il nome "Collebeato"
figurava tra le località dove si producevano le migliori
pesche. Fino agli anni '50 fu la coltivazione "principe"
del paese, tanto che si arrivò a produrne fino a 10 mila
quintali su una ottantina di ettari. Le cifre erano di tutto
rispetto se si considera che nell'intera provincia il rapporto
era di 28 mila quintali e 260 ettari. In sostanza, a Collebeato,
era concentrato un terzo della produzione. Tra gli anni '20
e '30, le pesche locali ottennero numerosi riconoscimenti. Nel
1926 furono premiate con la medaglia d'oro del Ministero per
l'Economia Nazionale nell'ambito del Concorso "impianti
e frutteti a carattere nazionale", mentre un anno dopo
ottennero quella d'argento alla 2° Esposizione Internazionale
di frutticoltura di Massalombarda. Lungo sarebbe descrivere
l'elenco delle premiazioni ottenute fino allo scoppio del Secondo
conflitto bellico ma con la fine della guerra, si avvertì
tuttavia che il clima stava mutando anche se la sagra continuò
ad essere promossa nei primi anni '50 e intanto Collebeato stava
crescendo, trasformandosi gradualmente da paese agricolo in
paese industriale. Molti pescheti furono sacrificati sull'altare
dell'urbanizzazione, arrivando ad un ridimensionamento della
coltivazione, tanto che attualmente la produzione è 3
mila quintali. Nel 1984, nell'ambito della riscoperta delle
tradizioni storiche, civili, economiche, l'Amministrazione comunale,
in collaborazione con le associazioni, presenti sul territorio,
decise di ripristinare la festa che raccoglie sempre maggiori
adesioni e che da alcuni anni, è organizzata e gestita
su mandato dalla Pro Loco Collebeato. Il momento più
significativo è identificabile nello sradicamento di
un albero di pesco portato poi in "processione" per
il paese fino al Parco 1° Maggio, ripetendo un rito ancestrale
che sottolinea il profondo legame che unisce la gente di Collebeato
al prodotto più rappresentativo. La sagra prevede, nella
parte iniziale, un programma che si snoda nelle contrade. In
prima istanza, sarà la festa dei collebeatesi, aprendosi,
in seguito, fino all'epilogo finale (sfilata del Carro delle
Pesche) all'intera provincia. La festa è ritornata a
rinverdire un nobile passato, rappresentando un momento significativo
della sensibilità della gente a riscoprire le proprie
radici. (articolo di Sergio Botta)
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il
PESCHELLO in tour 2002
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Soncino
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