LA TRADIZIONE SI RINNOVA ALL'INSEGNA DELLA QUALITA'

La Sagra delle Pesche di Collebeato ha travalicato, in questa 21° edizione, i confini locali dopo aver messo negli anni solide radici, spaziando in altre località dell'Italia dove la produzione del frutto succoso e nettarino, è diventata un importante risvolto economico. Si sono così allacciati rapporti di affinità e comune desiderio di lavorare insieme. L'appuntamento con la manifestazione è sempre luglio ma, questa edizione si arrichisce di nuovi contenuti, in grado di catalizzare l'interesse di un vasto pubblico legato ai valori della civiltà contadina. Collebeato, seppure abbia avuto una forte espansione urbanistica anche se controllata dall'Amministrazione pubblica, ha saputo mantenere saldo il proprio indirizzo agricolo che, dagli '20 del secolo scorso, aveva cadenzato la vita socioeconomica del paese alle porte della città. Dire Collebeato, significa dire pesca: il binomio è tuttora valido per affermare che l'uno è imprescindibile dall'altro. Se per 19 anni, il Comune ha mantenuto un indirizzo squisitamente locale, pur distinguendosi per la peculiarità, l'orizzonte della Pro Loco, organizzatrice della rassegna, ha guardato più lontano, cercando di coinvolgere altre realtà vicine che producevano il frutto. L'appello non è rimasto inascoltato. Dal 2003, anche Concesio e Villa Carcina, che già promuovevano analoghe iniziative, si sono associate a Collebeato per lavorare insieme alla stesura di un progetto comune. Anche se ogni paese mantiene una propria autonomia, nello spirito municipalistico che aleggia da sempre in Valtrompia, il trittico di Amministrazioni ha trovato un denominatore unico con, al centro dell'attenzione, la pesca. Se Collebeato gode di una specie di "primogenitura", la coltivazione del frutto è da dividere con Concesio e Villa Carcina a cui va il merito, nella produzione agricola, di averlo privilegiato. La sagra locale, articolata in 13 giornate, con prevalenza nelle ore serali, punta soprattutto a far conoscere gli aspetti ambientali, sociali, culturali e tradizionali. Proprio in quest'ottica si è inserito e, riconfermato quest'anno, il progetto denominato "La Strada delle pesche", piacevole itinerario turistico ed enogastrononico: "punta di diamante" di un viaggio ad hoc nel Bresciano per valorizzare i prodotti tipici locali. Passando al programma, oltre a spettacoli, degustazioni, tornei ed altre iniziative, l'edizione del 2004 sarà ricordata per tre importanti novità. La prima è la presentazione del libro "Il frutto della pesca: profumi e sapori della nostra terra", scritto da esperti del settore. In 160 pagine illustra: la storia e le origini, l'evoluzione e le varietà italiane, quelle di Collebeato e della Valtrompia. Inoltre, il volume disegna la pesca nella storia, nell'arte, nella letteratura, non trascurando gli abbinamenti con gli aperitivi, la cucina creativa, la pasticceria, i liquori, le conserve, la cosmesi. Da evidenziare il connubio con la birra (l'iniziativa sarà presentata per la prima volta nel corso della sagra). Altro momento particolare: il gemellaggio di Collebeato con Bivona , Comune di circa 4500 abitanti in provincia di Agrigento dove, da 19 anni, si promuove una manifestazione analoga. Infine sarà presente e gradita ospite l'azienda agricola "Verticelli" di Vairano Scalo (Caserta) in cui si producono "Le Peschiole", varietà particolare di pesche, raccolte in anticipo prima che avvenga la maturazione. In seguito, sono conservate al naturale in agrodolce, secondo un'antica ed esclusiva ricetta che le rende croccanti e di gradevole gusto senza l'utilizzo di conservanti. "Le Peschiole" rapresentano un peculiarità come l'ormai famoso "Peschello" di Collebeato, liquore diventato famoso e sinomino di una produzione di alta qualità.
Sergio Botta